Difesa e Bigh Tech: la presidenza dell'Ue mette alla prova l'Irlanda
Buongiorno! Siamo David Carretta, Christian Spillmann e Oliver Grimm, gli autori del Mattinale Europeo.
Da oggi l’Irlanda assume la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue. Nell’analisi del giorno, Oliver spiega che Dublino sarà messa alla prova due punti deboli: la sua neutralità militare, che potrebbe ostacolare il rafforzamento della difesa, e la presenza delle Big Tech americane, che rischia di avere un impatto sui progetti di sovranità digitale.
Nel briefing ci occupiamo del nuovo Eurobarometro pubblicato dal Parlamento europeo: gli europei vedono l’Ue come un’isola di stabilità nel mondo, ma non sono soddisfatti del loro tenore di vita. Nel Regno Unito Keir Starmer ha aumentato le spese per la difesa, prima di lasciare il suo incarico. La Cina ha molte pretese nelle relazioni commerciali con l’Ue, mentre la Commissione agisce per proteggere l’acciaio europeo. La Danimarca è il primo paese a completare il suo piano di ripresa post-Covid. L’adesione del Montenegro costerà meno di un euro l’anno al contribuente europeo.
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Difesa e Bigh Tech: la presidenza dell’Ue mette alla prova l’Irlanda
Di Oliver Grimm
Quando i leader politici europei metteranno piede sul suolo irlandese per i vertici e le riunioni del Consiglio nei prossimi sei mesi, le forze navali e aeree dell’ex potenza coloniale britannica, insieme alla marina francese, garantiranno che non corrano alcuna minaccia dall’aria o dal mare. L’Irlanda non dispone né di difese aeree né di navi da guerra. Un sistema elettronico anti-drone, da installare sulle navi della guardia costiera irlandese, non sarà consegnato prima di gennaio — diverse settimane dopo che la Lituania subentrerà all’Irlanda come presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Quella irlandese inizia oggi.
La politica di sicurezza è diventata un leitmotiv politico per l’Ue, in particolare dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio di quattro anni fa. In virtù della sua neutralità costituzionale, la Repubblica d’Irlanda svolge, nella migliore delle ipotesi, un ruolo marginale in questo settore, proprio come gli altri tre membri Ue rimanenti non-Nato: Austria, Malta e Cipro (quest’ultima entrerebbe immediatamente nell’Alleanza, se la Turchia revocasse il proprio veto).
L’assenza irlandese nella politica di sicurezza europea rappresenta un problema significativo per l’Unione. “Oggi circa tre quarti dei cavi sottomarini nell’emisfero settentrionale passano vicino o attraverso le acque irlandesi, rendendo l’Irlanda un nodo critico per la connettività internazionale”, ha osservato lo scorso luglio il Center for Strategic and International Studies, think tank con sede a Washington. Le forze armate irlandesi, che secondo le cifre ufficiali contano appena 9.500 soldati, possono garantirne la sicurezza?
I dubbi sono legittimi. Una commissione speciale sulle Forze di difesa ha pubblicato nel 2022 un rapporto che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza irlandese, fino ad allora sopito. La conclusione, prevedibile, è stata che senza una seria forza militare il paese e i suoi cittadini non possono essere difesi. “L’esercito stesso ritiene di non essere equipaggiato, posizionato o realisticamente preparato a condurre una difesa significativa dello Stato contro una forza a spettro completo per un periodo di tempo prolungato.” Il che, ovviamente, include il Servizio navale e l’Aeronautica.
Da allora non c’è stato alcun riarmo significativo — quasi a confermare la conclusione della commissione, secondo cui esiste “una disconnessione tra la politica dichiarata e le risorse e capacità attuali effettive delle Forze di difesa.” La spesa per la difesa della Repubblica resta uno striminzito 0,2 per cento del PIL. Lo spazio aereo irlandese continua a essere monitorato dalla Royal Air Force britannica.
La nuova minaccia asimmetrica della guerra dei droni pone al paese sfide al momento insormontabili. Lo ha dimostrato l’incidente durante la visita del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e di sua moglie, Olena Zelenska, lo scorso dicembre: dei droni hanno seguito l’aereo presidenziale mentre si avvicinava a Dublino. Quattro mesi dopo, il ministro della Giustizia, Jim O’Callaghan, ha dovuto ammettere che il governo non sapeva ancora chi avesse il controllo di quei droni, né con quale obiettivo.
In preparazione alla presidenza del Consiglio dell’Ue, i soldati irlandesi vengono addestrati ad abbattere droni con fucili da caccia, seguendo il modello ucraino. La marina francese, inoltre, sta schierando navi dotate di sistemi di difesa aerea per esercitazioni congiunte.
Anche in un altro settore chiave della politica europea, l’Irlanda è da anni sotto pressione. La regolamentazione delle grandi aziende tecnologiche americane nell’Ue è ostacolata dal fatto che praticamente tutte hanno scelto l’Irlanda come sede delle loro operazioni europee. La Commissione irlandese per la protezione dei dati svolge quindi un ruolo centrale nell’applicazione di molte leggi digitali dell’Ue (a meno che la Commissione europea non abbia autorità diretta). In passato questa situazione ha più volte comportato il rinvio di indagini, se non addirittura il loro mancato avvio.
Non aiuta la reputazione dell’Irlanda in questa materia il fatto che il nuovo capo di questa autorità fosse stato in precedenza il principale lobbista di Meta (Facebook, WhatsApp, Instagram) in Irlanda — e che il suo predecessore, varcando volentieri la porta girevole tra il mondo aziendale e quello regolatorio, sia entrato a far parte dello studio legale che lavora per Meta.
“L’Irlanda è il cagnolino al guinzaglio delle Big tech — e questo compromette la sua presidenza Ue”, sostiene l’attivista irlandese per la privacy digitale, Johnny Ryan. Ryan non è molto popolare presso il governo irlandese, che lo accusa di aver lavorato in passato per una startup tecnologica e di semplificare eccessivamente questioni complesse. La linea ufficiale è che oggi l’Irlanda regolamenta le Big tech in modo molto più rigoroso rispetto al passato.
Potrebbe essere vero. Ma non fa buona impressione il fatto che la ministra degli Esteri, Helen McEntee, poche settimane prima dell’inizio della presidenza del Consiglio dell’Ue, abbia pubblicato su LinkedIn la foto di un incontro festoso con un lobbista di Meta, proclamando quanto sia stato “fantastico” discutere delle “priorità per la prossima presidenza Ue dell’Irlanda” con la Big Tech americana.
Le priorità di Meta, o quelle dell’Ue? Le divergenze tra le due priorità crescono sempre di più.
La frase
“Cipro ha dimostrato che l’influenza di uno Stato membro non è determinata dalla sua dimensione.”
Nikos Christodoulides, presidente della Repubblica di Cipro, al termine del semestre di presidenza del Consiglio dell’Ue.
Presidenze
Al via il semestre dell’Irlanda — Dopo Cipro, da oggi sarà l’Irlanda a occupare il posto di presidente di turno del Consiglio dell’Ue, l’istituzione in cui siedono i governi dei ventisette Stati membri. António Costa, il presidente del Consiglio europeo (l’istituzione dove siedono i capi di Stato e di governo) sarà a Dublino per la cerimonia di apertura con il Taoiseach (primo ministro), Micheál Martin. Domani inizieranno ad arrivare i commissari di Ursula von der Leyen per il tradizionale incontro tra la Commissione e il governo del paese che ha la presidenza del Consiglio. Una conferenza stampa è prevista venerdì.
La missione impossibile di un accordo sul bilancio — Le priorità del programma preparato dall’Irlanda sono competitività, valori e sicurezza. Sull’Ucraina, la presidenza irlandese cercherà di aprire due blocchi di capitoli negoziali e far approvare il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia entro la fine di luglio. Ma la vera sfida è il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale, il bilancio 2028–34 dell’Ue. La presidenza irlandese dovrà presentare una nuova “nego-box” sulle cifre a ottobre. Uno scoop di Reuters rischia di rovinare l’inaugurazione del semestre: secondo un documento interno, la Germania vuole tagliare 400 miliardi di euro rispetto alla proposta originale, perché ai livelli attuali (1.800 miliardi di euro) “un accordo è impossibile”. Il governo di Friedrich Merz ha calcolato che il suo contributo annuale al bilancio dell’Ue salirebbe a 50 miliardi di euro l’anno. Il Mattinale Europeo aveva rivelato già in aprile che il cancelliere Merz aveva avanzato questa richiesta di un taglio di 400 milioni di euro già al vertice informale di Cipro dello stesso mese.
Protezione francese per l'inizio della presidenza irlandese del Consiglio dell'Ue — Una fregata francese è stata inviata nel Mare d'Irlanda per garantire la difesa dello spazio aereo durante le riunioni organizzate a Dublino dal governo irlandese per l'avvio del suo semestre di presidenza del Consiglio dell'Ue. La nave è una fregata multimissione dotata di radar di difesa aerea e di armamento missilistico anti-missile. La nave francese incrocia dal fine settimana scorso al largo della baia di Dublino, ai limiti delle acque territoriali irlandesi. Secondo "The Journal", il parere giuridico relativo al dispiegamento della nave francese stabilisce che spetta al suo comandante determinare oggettivamente ciò che costituisce una minaccia nei suoi confronti. La tradizione vuole che le autorità irlandesi accolgano il presidente del Consiglio europeo, António Costa, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, accompagnata dall'intero collegio dei commissari e da numerosi giornalisti europei, per inaugurare la presidenza.
Eurobarometro
L’Ue è vista come un’oasi di stabilità — Il 75 per cento degli europei vede l’Unione come un’oasi di stabilità in un mondo segnato da conflitti, una quota in aumento di 8 punti rispetto a sei mesi fa, secondo un Eurobarometro pubblicato oggi dal Parlamento europeo. Il 74 per cento degli europei considera vantaggiosa l’appartenenza all’Ue, il livello più alto di sempre. Il 68 per cento vorrebbe un’Ue più incisiva nella protezione dei cittadini dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza. Il 73 per cento ritiene che l’Ue dovrebbe disporre di maggiori risorse per affrontare le sfide globali. “In un momento di incertezza globale, gli europei vedono sempre più l’Unione europea come un punto di riferimento e di stabilità. In un mondo attraversato da crisi, questa fiducia rappresenta la più grande risorsa dell’Europa”, ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
Ma gli europei sono preoccupati dal tenore di vita — Tuttavia gli europei sono meno entusiasti della loro situazione personale. L’83 per cento degli intervistati si dichiara soddisfatto della propria qualità della vita, ma il 44 per cento dice che l’incertezza è il sentimento dominante. Secondo l’Eurobarometro, il 47 per cento degli europei ritiene che inflazione, aumento dei prezzi e costo della vita dovrebbero essere una priorità per il Parlamento europeo, sei punti in più rispetto all’autunno del 2025. Il 29 per cento dei cittadini prevede un calo del proprio tenore di vita nei prossimi anni. Solo il 18 per cento si aspetta che aumenti. Il timore è più marcato in Francia (44 per cento). Gli indici generali di gradimento relativi all’Ue e al Parlamento europeo sono rimasti stabili. Con un’eccezione: il 59 per cento delle persone intervistate dichiara di essere soddisfatto di come funziona la democrazia nell’Ue, con un aumento di cinque punti rispetto al precedente Eurobarometro.
Riarmo
Starmer aumenta le spese per la difesa del Regno Unito prima del vertice della Nato — Il Tesoro britannico ha accettato ieri di stanziare un supplemento di 1,5 miliardi di sterline per le spese di difesa del Regno Unito, con grande sollievo del primo ministro dimissionario, Keir Starmer, preoccupato di evitare l’ira di Donald Trump in vista del vertice della Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara. “Al vertice della Nato dello scorso anno mi sono impegnato a destinare il 5 per cento del PIL alla nostra sicurezza globale, comprendendo aspetti come la sicurezza energetica e le infrastrutture critiche, oltre alla difesa. Il piano di investimento per la difesa pubblicato oggi ci porta al 4,2 per cento nell’ambito di questo impegno”, ha dichiarato Starmer. Il piano di investimento per la difesa beneficerà di 298 miliardi di sterline nei prossimi quattro anni, di cui 15 miliardi di sterline di spesa aggiuntiva rispetto alla revisione della spesa dello scorso anno, ha precisato il primo ministro. Gli stanziamenti destinati alla difesa passeranno da 54 miliardi di sterline l’anno sotto il governo precedente a quasi 80 miliardi di sterline l’anno entro il 2029, il che porterà la spesa per la difesa del Regno Unito al 2,7 per cento del PIL. 64 miliardi di sterline saranno investiti per rinnovare il deterrente nucleare del Regno Unito, ha sottolineato Starmer. Il denaro servirà a costruire nuovi sottomarini, a sviluppare una nuova testata bellica sovrana e ad acquistare 12 caccia americani F-35A, per garantire “la sicurezza britannica ed europea”.
Guerre commerciali
Cosa la Cina chiede all’Ue — Ieri vi abbiamo dato conto della scadenza fissata dalla Commissione europea alla Cina per avere risultati tangibili nel riequilibrio delle relazioni commerciali. Il resoconto pubblicato da Pechino dell’incontro tra Maroš Šefčovič e il ministro del Commercio, Wang Wentao, è ben diverso. Non c’è menzione della scadenza di ottobre. Per contro, ci sono una serie di avvertimenti e richieste. “Gli strumenti commerciali ed economici e le misure restrittive adottate dall’Ue nei confronti della Cina incidono seriamente sulla regolare cooperazione economica e commerciale bilaterale, oltre che sulla stabilità delle catene di approvvigionamento globali”, ha detto Wang. Il ministro cinese ha invitato la Commissione a “prendere in seria considerazione i timori della Cina e a evitare un’escalation delle tensioni commerciali.”
Divide et impera, versione cinese — Anche il resoconto di Pechino dell’incontro di Wang Wentao con la ministra dell’Industria tedesca, Katherina Reiche, offre spunti interessanti. “L’essenza delle relazioni economiche e commerciali Cina-Ue non è un gioco a somma zero, ma semmai una situazione win-win”, si legge. Wang ha detto di sperare che “il governo tedesco giocherà un ruolo positivo e costruttivo dentro l’Ue”, chiedendo all’Ue di mantenere “una politica economica e commerciale razionale e pragmatica verso la Cina.” Aspettatevi altre iniziative per dividere gli Stati membri dell’Ue e meglio conquistare l’Europa. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, visiterà Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia dal 2 all’8 luglio.
Le nuove quote restrittive sull’acciaio in vigore — La Commissione ieri ha pubblicato il nuovo regolamento, che sarà in vigore da oggi, destinato a proteggere il settore siderurgico dell’Ue dagli effetti della sovracapacità globale, dopo che sono scaduti i dazi previsti dalle misure di salvaguardia. Le quote esenti da dazi dell’Ue sono state tagliate del 47 per cento, a 18,3 milioni di tonnellate. Oltre questa quota, l’Ue imporrà un dazio del 50 per cento per 26 categorie di prodotti siderurgici importati. L’obiettivo della Commissione è portare la produzione interna di acciaio all’80 per cento (l’industria del settore è meno ottimista). “Si tratta di un passo fondamentale per garantire la sostenibilità a lungo termine di un’industria europea strategica”, ha detto la Commissione.
Come sarà divisa la torta delle quote esenti da dazi — La Commissione ha scelto di “dividere la torta” delle quote esenti da dazi in diverse “fette”, da distribuire ai partner commerciali più stretti, lasciando la parte meno consistente ai paesi che rappresentano una minaccia per il settore dell’acciaio europeo, ci ha spiegato un funzionario della Commissione. Metà delle quote di importazione è stata riservata esclusivamente ai paesi con cui sono stati conclusi accordi di libero scambio. L’altra metà è disponibile per tutti. La prima metà della torta è stata distribuita secondo diversi criteri: volumi storici (secondo le regole dell’OMC), accordi specifici (13 paesi), situazione di guerra (l’Ucraina). “La maggior parte dei partner dell’Ue con cui sono in vigore accordi di libero scambio vedrà una riduzione dell’accesso al mercato significativamente inferiore alla riduzione media del 47 per cento prevista dal regolamento sull’acciaio”, ha assicurato. Per contro, la Cina dovrebbe subire un taglio ben superiore al 47 per cento alle sue esportazioni. E gli Stati Uniti che, come la Cina, non hanno un accordo di libero scambio con l’Ue? “Non ci aspettiamo ritorsioni dagli Usa, la nostra iniziativa è stata molto apprezzata”, ci ha detto un secondo funzionario.
Recovery
Danimarca primo paese a completare il programma di ripresa post-Covid — La Danimarca ieri è diventata il primo paese a completare il suo programma nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito di NextGenerationEU, il fondo di debito comune per finanziare il rilancio dell’economia dopo la pandemia di Covid. La Commissione ha approvato la quinta e ultima tranche di pagamento da 359 milioni di euro, dopo che Copenaghen ha completato il 100 per cento delle riforme e degli investimenti previsti dal piano nazionale, il cui valore totale ammonta a 1,63 miliardi di euro. Gran parte delle risorse sono state destinate alla transizione verde. “Questi investimenti stanno già producendo risultati concreti”, ha detto un portavoce della Commissione, citando diversi esempi: oltre 250.000 auto a zero emissioni hanno beneficiato di una riduzione delle tasse di immatricolazione; le famiglie che ricaricano le auto in casa godono di una riduzione delle tasse sull’elettricità; quasi 28.000 famiglie hanno sostituito il riscaldamento a gasolio o a gas con pompe di calore o teleriscaldamento; oltre 11.000 abitazioni hanno beneficiato di interventi di ristrutturazione, come un migliore isolamento. “Tutto ciò sta davvero facendo la differenza, soprattutto ora che le ondate di calore stanno colpendo l’Europa”, ha detto il portavoce.
Allargamento
L’adesione del Montenegro costerà meno di un euro l’anno ai cittadini europei — La Commissione ieri ha adottato un pacchetto finanziario che definisce le disposizioni di bilancio applicabili al Montenegro, primo della fila dei paesi candidati, al momento della sua adesione all’Ue che il governo di Podgorica vorrebbe realizzare nel 2028. L’iniziativa è tutt’altro che tecnica: si tratta di un passo fondamentale nel processo di allargamento, che accompagna la stesura del trattato di adesione da parte degli Stati membri. È “il processo e il modo in cui il Montenegro viene effettivamente integrato nel nostro bilancio dell’Ue”, ha detto un portavoce della Commissione. Il documento illustra quanto il Montenegro dovrà versare a Bruxelles e viceversa. L’ingresso del Montenegro costerà “meno di un euro l’anno ai cittadini dell’Ue”, ha aggiunto. La stima complessiva ammonta a 3,2 miliardi di euro. Il Montenegro riceverà meno denaro degli attuali Stati membri. Gli stanziamenti pre-allocati della politica di coesione sono stati calibrati sulla base della capacità di assorbimento. Per la Politica Agricola Comune (PAC), gli importi saranno erogati in modo graduale e progressivo.
Accade oggi
Cerimonia di apertura della presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue
Consiglio europeo: conferenza stampa del presidente Costa a Dublino con il Taoiseach, Micheál Martin
Commissione: la presidente von der Leyen in Azerbaijan incontra il presidente Ilham Aliyev
Servizio europeo di azione esterna: l’Alto rappresentante Kallas in visita in Bosnia-Erzegovina
Commissione: il commissario Šefčovič riceve il ministro britannico per le relazioni con l’Ue, Nick Thomas-Symonds
Commissione: il commissario Hoekstra riceve l’amministratore dell’UNDP, Alexander De Croo
Parlamento europeo: la presidente Metsola riceve il presidente del Bundesrat, Andreas Bovenschulte, e il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis
Parlamento europeo: conferenza dei presidenti
Consiglio: riunione del Coreper II
Banca centrale europea: discorsi della presidente Lagarde al Forum della Bce di Sintra
Eurostat: stima flash dell’inflazione a giugno




The Letta report's three levers keep coming up in these briefings, but nobody in Dublin seems to take the "one single mobilizing deadline" seriously. Irish officials talk team-playing governance while blocking anything that touches their tax base. Villeroy's right about the speed problem, just not in the way they think.